Non fatevi ingannare dal titolo. Lo so, voi, dal poker pretendete ben altro che un misero e fottutissimo dollaro. Ma parlando di gestione del bankroll, non si può ignorare una teoria molto utile sviluppata diversi anni fa da David Sklansky, noto giocatore e autore di libri sul poker che hanno avuto grande successo e che tutt’oggi sono letti da milioni di persone nel mondo. Questa teoria si chiama appunto il “dollaro di Sklansky” e nonostante può non entrarvi subito nel cervello sappiate che risulta comunque molto utile nell’analisi del proprio gioco, fondamentale per imparare dai propri errori, migliorare e poter quindi salire di livello nel poker.
I dollari di Sklansky
La gestione del bankroll nel poker non comporta soltanto sapere a quali limiti giocare e quanto denaro poter giocare, significa anche continuare a migliorarsi nel poker in modo che il nostro gioco, diventando più solido, ci permetta di massimizzare le vincite e minimizzare le perdite, aumentando il nostro bankroll per poter poi giocare a livelli più alti. I cosiddetti dollari di Sklansky entrano in gioco a posteriori, quando cioè abbiamo terminato la nostra sessione di gioco e riguardiamo le mani che abbiamo giocato per individuare se, dove e come abbiamo sbagliato. Partiamo dal presupposto che ogni volta che in un piatto in una partita di poker investiamo del denaro avendo un vantaggio sul nostro avversario abbiamo effettuato una giocata giusta: se andiamo all in preflop con una coppia e il nostro avversario chiama con una coppia più bassa della nostra, abbiamo l’80% di probabilità di vincere quel fottuto piatto. Questo vantaggio, seppure enorme, nel poker non ci mette al riparo da possibili sorprese: per quanto basso, quel 20% esiste e quindi due volte su dieci il nostro avversario chiuderà un set, un colore improbabile o una scala impossibile e ci batterà, mettendoci KO, uno schifo di partita a poker potremo dire. Se quel piatto consisteva di 1000 euro, significa che noi e il nostro avversario abbiamo investito 500 euro ciascuno. Qui entra in gioco il dollaro di Sklansky, che riguarda la percentuale del piatto che possiamo aspettarci di vincere in base alla nostra probabilità, che era appunto dell’80%: l’80% di 1000 euro equivale a 800 euro. A questi 800 dobbiamo sottrarre i 500 che abbiamo investito noi, per un totale di 300 euro. Questi 300 euro sono i “dollari di Sklansky” che abbiamo guadagnato.
Interpretare i dollari di Sklansky
Ma come nello specifico i dollari di Sklansky possono influire sulla gestione del bankroll? Qui il discorso si fa più semplice: ogni volta che in un piatto abbiamo fatto registrare un guadagno in termini di dollari di Sklansky, significa che abbiamo giocato bene; viceversa, se in un piatto facciamo registrare una perdita in termini di dollari di Sklansky (anche se quel piatto, in realtà, possiamo pure averlo vinto) significa che abbiamo giocato male. Fate attenzione: vincere un piatto non significa automaticamente aver giocato bene e aver guadagnato dollari di Sklansky. Se ribaltiamo l’esempio precedente, fingendo di essere stati noi ad aver battuto una coppia più alta della nostra con un colpo di fortuna, infatti nonostante ci saremmo portati a casa un ottimo piatto avremmo perso dei dollari di Sklansky. Il calcolo è questo: avevamo il 20% di probabilità di vincere quel piatto da 1000 euro, quindi ci “spettavano” solo 200 euro. Ne abbiamo investiti 500, per cui sottraendo 500 a 200 troviamo un -300 che indica che quella mossa ci ha fatto perdere 300 dollari di Sklansky. Riassumendo, guadagnare dollari di Sklansky significa giocare bene, e giocare bene inevitabilmente nel lungo periodo non può che aumentare il nostro bankroll.






