L’Estonia blocca i trasferimenti verso i siti di gioco

Lo stato dell’Estonia ha bloccato all’inizio dell’anno l’accesso verso i siti internazionali di poker. Da marzo scorso l’ufficio amministrativo estone del Tax and Customs Board ha interdetto l’utilizzo dei casinò online ed ora ha rincarato la dose bloccando anche i trasferimenti di soldi tra le banche nazionali e i siti di gioco con licenze internazionali.

Da questo blocco sono ovviamente esclusi i siti che operano con la licenza rilasciata dall’Estonia stessa e al momento ci sono solo 2 operatori in possesso di questa licenza: Estonian Olympic Casino e Finnish PAF, c’è poi una terza licenza pendente.

Con questo provvedimento anche lo stato baltico sembra voler seguire le orme dell’Italia, pioniera in questa sorta di censura online, con la famigerata “black list” redatta dall’Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato nel 2007. Questa lista italiana è costantemente aggiornata e include ad oggi di qualche migliaio di siti “vietati”.

L’AAMS diventerà poi a breve un’Agenzia Fiscale, e non più amministrativa, secondo il volere del ministro dell’economia Giulio Tremonti, che vorrebbe allargare le competenze attuali dell’AAMS anche al contrasto del gioco illecito e alla sorveglianza dell’introito fiscale proveniente dagli operatori lelalizzati in Italia.

Il fenomeno del gioco illecito è molto radicato in casa nostra, anche a causa di pseudo-piattaforme che gestiscono il poker online in maniera totalmente da far-west, senza alcuna licenza nemmeno internazionale e con trasferimenti di denaro da conto a conto che aggirano qualsiasi legge antiriciclaggio




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